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Per iniziare un business devi imparare tutto! Intervista a Kailash Katkar, fondatore di Quick Heal
- MERCOLEDÌ 27 APRILE 2016

L’imprenditore Kailash Katkar nel suo “viaggio” da riparatore di calcolatori a MD e CEO della Quick Heal Technologies

      

Quando Kailash Katkar ha iniziato la sua carriera in un negozio di riparazione per calcolatori nel 1990 circa, non avrebbe mai pensato che sarebbe riuscito a mettersi a capo di una multinazionale quotata sia alla National Stock Exchange che alla Bombay Stock Exchange, le più importanti piazze finanziarie indiane.

Dire che il suo “viaggio” abbia dell’incredibile è probabilmente un eufemismo. Kailash Katkar è MD e CEO di Quick Heal Technologies Ltd la cui IPO (operazione di quotazione in borsa) è avvenuta giusto 3 mesi fa. Ma il viaggio di questo imprenditore di prima generazione non comincia precisamente in un negozio di riparazione di calcolatori.

Comincia prima, quando ancora Kailash Katkar frequentava ancora la scuola. Mentre gli altri bambini trascorrevano le giornate giocando a cricket nei campi di Pune, Kailash cercava di capire  il funzionamento della serigrafia. Visitò molti negozi di pittura, imparò come produrre i blocchi e studiò arte. Fu un duro lavoro, ma divertente.

Quello che però lo divertiva ancora di più era dedicarsi alla riparazione di radio e mangianastri, al tempo molto in voga. Nonostante stesse facendo sufficienti soldi (e anche di più) riparando questi gadget, la sua intuizione geniale fu che il futuro era dietro l’angolo. Questo fu il motivo per cui rispose ad un annuncio per un posto di lavoro da tecnico specializzato in calcolatori. Fu l’unico selezionato da un gruppo di 25 aspiranti al posto.

Quando ne fu tempo, Kailash scoprì un nuovo gadget- il computer. E comincio a riparare computer.
Avviò così il lungo percorso che, grazie anche all’aiuto del fratello Sanjay (che Kailash incoraggiò a studiare ingegneria informatica) lo portò alla fondazione della compagnia che oggi conosciamo come Quick Heal.

Spinse Sanjay a sviluppare degli strumenti che fossero in grado di uccidere i virus, visto che molto spesso si trovava a combattervi durante le riparazioni. Kailash iniziò a distribuire gratuitamente questi strumenti anti-virus ai propri clienti e presto divenne più popolare dei software antivirus diffusi al tempo. Questo perché la maggior parte dei software antivirus non uccideva il virus, ma forniva al massimo la possibilità di mettere il file in quarantena o cancellarlo. Kailash chiese così al fratello di sviluppare ulteriormente un software antivirus che potesse essere venduto sul mercato.

Dall’era in cui un virus poteva essere trasferito e diffuso solo tramite floppy disk alla fase attuale, dove neppure i più sofisticati smartphone sono al sicuro dall’hackeraggio, Kailash ha avuto una posizione di osservatore dalla prima fila su tutta l’azione in difesa della sicurezza informatica.

Da un negozio che riparava calcolatori a fondatore di Quick Heal fino alla quotazione in borsa. Che cosa hai imparato da questo viaggio?
Se vuoi davvero avviare un business, devi imparare tutto ciò che potrà ed ha a che fare con esso –dalla contabilità, alla maniera di vendere, al marketing. Quando cominciai a generare entrate, mi sedevo ogni giorno per un’ora ogni sera per comprendere le leggi fiscali, la profittabilità ecc… Quando i clienti hanno cominciato a crescere, più che stare seduto a difendere il mio denaro, “sono uscito” per riuscire a capire di che cosa avrebbero avuto bisogno di ottenere gli utenti dal prodotto. Quando vidi che i primi addetti alle vendite che avevo assunto non funzionavano, feci il lavoro da solo. Questa è stata la strada che mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo rispetto al mio business ogni singolo giorno. Non avevo mai letto nessun libro di marketing, avevo studiato solo fino alla scuola secondaria. Ma da imprenditore, la più grande conoscenza è che se una persona si concentra sul suo business, i soldi cominceranno ad arrivare.

Come riesce Quick Heal a restare sempre al passo con la tecnologia e l’innovazione?
Grazie al fatto di avere molte persone che contribuiscono allo sviluppo e alla ricerca. Abbiamo un team di più di 500 sviluppatori di software. All’inizio c’era solo Sanjay, dopo aggiungemmo 8-10 sviluppatori e così via. Sanjay, che dirige lo sviluppo dei prodotti, studia assiduamente ogni nuova entrata sul mercato. Inoltre fa parte di alcune associazioni internazionali che discutono e condividono gli ultimi sviluppi. Così è sicuro di essere sempre aggiornato.

Quale è il punto di forza di Quick Heal: il brand o la tecnologia?
Oggi è il nostro brand. Siamo diventati un brand fondamentale in India e abbiamo la nostra rete di distribuzione attraverso il paese. All’inizio i distributori più grandi mi dicevano che non volevano vendere prodotti indiani. Così ho creato, da zero, la nostra rete di distribuzione. Ora ho uffici in 38 città e siamo connessi ad ogni negozio, con più di 20.000 partner. Parliamo con loro quotidianamente, per educarli su come vendere al meglio i nostri prodotti, gestire i clienti ecc… Questa condivisione di conoscenza è la nostra forza maggiore. Abbiamo inoltre uffici in Giappone, Kenya, Stati Uniti, Dubai.

Perché vi siete quotati in India invece di rivolgervi verso il NASDAQ?
Ho una enorme base di clienti in India, e così ho pensato che se la mia maggiore fonte di entrate proviene dall’India, avrei dovuto offrire l’opportunità, in prima battuta, agli investitori indiani.

Quali sfide pensi che dovrà affrontare Quick Heal?
La prima è una sfida di mercato: la concorrenza ci sarà sempre. La concorrenza è sempre positiva perchè ti tiene coi piedi per terra e ti spinge a sviluppare prodotti sempre migliori per i clienti. La seconda sfida è riuscire ad acquisire personale con un grande talento professionale. Come compagnia tecnologica, necessitiamo di un gran numero di persone veramente qualificate, sia per incarichi tecnici che commerciali. Sono sempre andato alla ricerca di persone con una grande passione, che ritengono di poter fare la differenza e ovviamente di poter contribuire positivamente all’organizzazione e ai prodotti. Trovare talenti appropriati è una grande sfida.

Che consiglio daresti a chi sta iniziando ora?
Se hai una idea, per prima cosa cerca di scoprire se c’è un cliente che sarebbe pronto a usare il tuo prodotto/idea. Quindi spendi soldi dal tuo portafoglio, cerca una manciata di investitori che credono nella tua idea, esci col prodotto/servizio e comincia così a generare alcuni profitti.
Poi avvicina compagnie finanziarie. Questa è una buona strada per ottenere buoni risultati. Se hai soltanto un’idea e cominci a cercare fondi, c’è veramente poco margine di ottenere un buon risultato.

Quale è la migliore strada da intraprendere per una compagnia di prodotti –bootsrap, finanziamenti, IPO?
Il bootstrap (l’autofinanziamento) è il più importante. Se cominci come una azienda autofinanziata, avvierai un business in un dato tempo, sia prendendo soldi dal tuo portafoglio da un lato sia risparmiando, mentre continui a lavorare. Sviluppa al meglio la tua idea durante questa fase, prendi a bordo uno o due clienti poi ricerca un finanziatore. Questo ti aiuterà ad avere successo nella misura in cui non dipenderai da nessuno proprio nel momento di cominciare.

Quali sono gli obiettivi di un buon imprenditore?
Sviluppare la clientela, mantenere con loro un contatto grazie al continuo soddisfacimento del cliente e comprendere il flusso di cassa sono fattori chiave in qualsiasi business.

Hai avuto  o hai un mentore?
Durante il mio viaggio non ho mai avuto una persona in particolare dal quale ho appreso. Ho avuto centinaia di mentori; persone dalle quali ho imparato qualcosa di nuovo, idee o conoscenze che ho poi applicato alla mia azienda.

E invece c’è una persona che ti ha ispirato?
Il mio giovane fratello Sanjay. E’ l’unica persona che è stata con me fin dall’inizio. E ogniqualvolta commetto un errore non si perita a dirmelo e ad evidenziare le cose che devono essere cambiate. Impariamo molto l’uno dall’altro.

Quale è il piano per il futuro di Quick Heal?
Nei miei sogni vorrei che Quick Heal divenisse il nome più importante nell’ambito della sicurezza informatica nel mondo digitale. Vorrei che ogni volta che si parla di sicurezza, Quick Heal fosse il primo nome che dovrebbe venire loro in mente.

Venderesti Quick heal, se una corporation ti proponesse l’acquisto?
No.




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