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Social media, risorsa sempre più fondamentale per lo smascheramento delle truffe
- MARTEDÌ 8 NOVEMBRE 2016

I social network sono un’ottima soluzione per smascherare gli inganni. Le persone neanche si rendono conto di quante informazioni circolino sul proprio conto attraverso la rete, facendosi di conseguenza sempre più impegnative da gestire. Ma adesso esiste un rimedio.


Il caso del fantino
Un fantino citato in giudizio a Baltimora per la questione del risarcimento a un lavoratore pensava di aver ingannato tutti. Nella sua richiesta la donna aveva dichiarato pure in maniera convincente di esser stata ferita e di non poter, dunque, più  cavalcare.
Tuttavia, navigando online, la situazione si era rivelata essere un tantino differente. Nel 2002 l’investigatore privato Scott Catron scoprì, grazie all’utilizzo dei social network, dettagli assai interessanti sulla sua vita, persino quando e dove lei avrebbe cavalcato le volte successive. Così, la donna non ottenne nulla dal caso e la compagnia assicurativa risparmiò più di 200,000 dollari.

Una disponibilità di informazioni utilizzabili sempre maggiore
Le nostre vite sono sempre più pubbliche e legate a social network, quali Facebook, Instagram e Twitter. Di conseguenza, Catron e il suo collega Michael Petrie decisero di sfruttare questa potenziale scia di prove, creando Social Detection, un motore di ricerca che si occupa di ricerche più approfondite su social network e siti come Craiglist per risolvere i loro casi. Adesso non è più necessario ricorrere a lunghi appostamenti e a mascheramenti complicati per le indagini, basta aprire Facebook.

Social Detection per ottenere risultati
L’investigatore medio conduce da 10 a 15 ricerche a persona in diversi social network e Google per ottenere risultati validi. Catron e Petrie stanno cercando di restringere il campo ad una sola.
I ricercatori hanno stimato che Social Detection ha salvato le compagnie assicurative da quasi 7 milioni di casi di frode dal suo lancio beta in aprile 2015. 

Social Detection è stata in grado di rintracciare persone che hanno tentato di nascondersi dietro finti account con alias riguardanti lo sport o pseudonimi come i loro nomi scritti al contrario.
Questo funziona collegando i “punti digitali”, utilizzando le informazioni disponibili dalla denuncia del richiedente. Il set di dati in genere include nome, numero di telefono e indirizzo. Da lì, gli investigatori hanno accesso a nomi di parenti e amici, grazie a registri pubblici. Quindi, anche in presenza di un nome falso, se il profilo è legato ai membri della famiglia del richiedente e le foto corrispondono, gli investigatori, usando Social Detection, possono facilmente fare due più due. 
Sono spesso la famiglia e gli amici che aiutano involontariamente per esporre le bugie.
Un esempio è quello di un lavoratore, un uomo che ha sostenuto di riuscire a camminare a stento a causa di un infortunio, e tuttavia correva mezze maratone a Chicago. L’indagato ha mantenuto un profilo basso sui social media, stando attento a non caricare foto ecc., ma il commento della coniuge al video della maratona postato da uno sconosciuto è bastato a rendere vani tutti i suoi sforzi di dissimulazione delle informazioni. È sufficiente commentare o mettere mi piace o fare qualunque cosa in una pagina pubblica per essere rintracciabili. 

Catron e Petrie sperano che Social Detection possa essere presto utilizzato per aiutare neolaureati e persone in cerca di lavoro a ripulire i social media dei loro pasticci prima che qualcun altro li trovi.

Qualche ricerca soul-cial 
I fantasmi del passato possono spesso ritorcersi contro le persone quando meno se lo aspettano. Come nel caso di Miss Teen USA, che ha affrontato un incubo pochi minuti dopo aver vinto la corona a luglio per via del ritrovamento dei suoi tweet razzisti dal 2013 – 2014 ad opera di Twitterverse. 
L’uso di Social Detection aiuta a trovare il materiale più imbarazzante su di noi, magari rintracciabile solo guardando veramente tanto indietro, che a noi potrebbe sfuggire. 



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