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Italia nel mirino di ransomware, malware, trojan e phishing
- VENERDÌ 30 SETTEMBRE 2016


Nel corso del 2016, l’Italia è stata una delle principali vittime del crimine informatico: sono infatti aumentati gli assalti di quei programmi concepiti appositamente per violare la privacy e rubare dati e informazioni personali di pc e smartphone. 

Uno di questi è il ransomware,  nuovo fenomeno  all’attenzione dei cyber-criminali. Sostanzialmente si tratta di un malware che, installato nel pc,  blocca i file presenti in esso e chiede un riscatto, generalmente in bitcoin, per decriptare i documenti. Siamo davanti, dunque, ad un’estorsione in piena regola! 

Secondo gli ultimi dati in relazione ai ransomware, il 2016 è stato per l’Italia l’anno delle estorsioni online: nel primo semestre dell’anno è stata colpita da 3.667.384 ransomware (fonte: Trend Micro).

Al centro della questione, però, non ci sono soltanto i ransomware. Il nostro paese è stato vittima anche di altri nemici del web come trojan e phishing, ma anche Cryptolocker, Locky, Teslacrypt: tutti programmi creati per estorcere informazioni personali. Secondo quanto dichiarato da Europol ( agenzia di sicurezza europea) nel rapporto Iocta 2016, la crescita del cyber crimine in Europa, ma in particolar modo in Italia, è inarrestabile.

Gli attacchi informatici hanno visto un incremento sia in termini di volume che di danni finanziari. Il settore dell’aviazione civile, ad esempio, ha stimato perdite per oltre un miliardo di dollari l’anno per falsi pagamenti effettuati online. Secondo quanto affermato sempre da Europol, il crimine informatico in alcuni paesi dell’Unione Europea ha superato il “crimine tradizionale” in termini di denunce. 

Cryptolocker e Teslascript sono malware usati regolarmente per accedere ai dati salvati nella memoria di pc, tablet e smartphone. Ma la nuova minaccia è “Locky”, malware di nuova generazione:  si ritiene che possa diventare una delle principali minacce alla fine del 2016. Europol, in proposito, mette in guardia Italia, Germania e Francia, paesi che potrebbero far parte della top ten delle prossime campagne di attacchi informatici. 

Altra questione importante è quella legata alla posta elettronica. Bisogna prestare attenzione alle email che si ricevono perché i filtri anti-spam non sempre funzionano e si rischia di cadere in alcune truffe informatiche che hanno come scopo il furto di dati sensibili dell’utente. Si tratta del fenomeno del “phishing”. Gli utenti ricevono email contenenti link di indirizzi web da mittenti che sembrano essere affidabili (come ad esempio le banche), ma in realtà sono collegate ai criminali informatici che si impossessano dei dati dell’utente. L’Italia, insieme ad altri paesi dell’UE, ospita il maggior numero di link phishing. 

Gli attacchi informatici hanno come oggetto anche i bancomat, attraverso il furto di identità su siti poco affidabili o grazie a programmi appositamente creati per il furto di dati personali.

I criminali si dimostrano capaci anche di sfruttare le tecnologie emergenti. Esempio lampante solo le “smart cards”, le nuove carte di pagamento senza contratto, attraverso cui gli hacker riescono a manipolare i pagamenti. Il cyber crimine si dimostra quindi un fenomeno che va ben oltre i computer e gli smartphone, ma riesce a impossessarsi della maggior parte delle tecnologie che caratterizzano la nostra vita quotidiana (IoT: Internet delle cose).

Il direttore di Europol, Robin Wainwright, si dice “preoccupato per quanto la comunità criminale sia in espansione e in grado di sfruttare sempre di più la nostra dipendenza dalla tecnologia e Internet”.  


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